Dodici errori da evitare facendo Digital Marketing

Guida pratica a cosa non sai del marketing su web, e a cosa è meglio non fare


Dodic -errori da evitare facendo Digital Marketing

Ehi, ma che fai? Fermati! Non penserai di continuare così?! Ok, magari ho un po’ esagerato, ma non c’è una strategia di digital marketing che non si possa migliorare, imparando a evitare gli errori più comuni. Sei pronto a scoprire quali sono e veder crescere lead e ROI?

1. Non hai la coda abbastanza lunga

I siti con 401-1.000 pagine indicizzate generano lead in misura fino a sei volte maggiore di quelli con 51-100. Dipende dalla lunghezza della “coda” dei primi, che – con più testo – dispongono di più keywords. L’applicazione dei principi SEO unita a keywords efficaci può trasformare un blog in una macchina da lead, con rate del 14,6% contro l’1,7 non-SEO.

Blogging for your business2. Sei paziente ma non frequente (o viceversa)

Il 79% delle aziende-bloggers ottiene ROI di segno positivo, ma può non bastare: l’aggettivo che fa la differenza è “frequente”, e fa rima con “paziente”. Molti non danno al blog il tempo di produrre risultati, altri se la prendono troppo comoda: l’82% di chi posta ogni giorno arriva a conquistare clienti, mentre se i post hanno cadenza mensile il dato scende al 53% .

3. Non lasci in giro abbastanza briciole

Appena il 4% dei visitatori arriva su un sito per acquistare subito, e bisogna tenere d’occhio il restante 96%. Una policy di lead-capture – con call-to-action che aiutino l’utente a ritrovare la strada quando vorrà acquistare – è la via per un incremento di lead costante nel tempo. Nel tempo, appunto: generare lead costi tempo e risorse, ma il 65% dimentica poi di curarli: così, 8 prospect su 10 non diverranno mai clienti.

Social Media Marketing for your business 4. Ti comporti da asociale

…e forse non sfrutti abbastanza i social media: sebbene il 77% del B2C e il 43% del B2B acquisiscano clienti via Facebook, molte aziende ancora sfruttano poco i social. Postare senza ascoltare le risposte può far calare i like anche del 70%, come non rispondere entro un’ora sui social, o in giornata sul sito: in metà delle transazioni, inoltre, a concludere la vendita è chi risponde per primo.

5. I tuoi conti non ri-tornano

É importante capire quali leve muovere per generare lead, e quando. Il ROI (=return on investment) è il parametro ideale su cui basarsi. Il giusto contenuto digitale può arrivare a generare tre volte i lead di uno tradizionale, pur costando il 62% di meno. Se il ritorno non c’è non aumentate il budget, ma cambiate strumento.

6. Inganni il settore vendite

Non ogni lead è un buon lead: può essere generato da un competitor, o da chi non ha budget, o potere decisionale. Il 62% di chi fa marketing passa alle Vendite ogni singolo lead ma, di questi, appena il 27% risulta un prospect valido. Impara a riconoscere e classificare il lead, un po’ come i motori di ricerca fanno con te.

7. Utilizzi l’imbuto solo in cucina

Il sales funnel (=imbuto delle vendite) è un modello che aiuta a definire come un’azienda acquista clienti, via marketing o invece attraverso le vendite: il 68% delle aziende, tuttavia, non ne ha uno. Averlo insegna a conoscere il ciclo medio di vendita del prodotto, e riconoscere quando e come convenga passare da marketing a vendite, o viceversa.

Email Marketing for your business 8. Per te non c’è posta

Ancora oggi l’e-mail marketing è negli USA il canale più efficace per conservare un cliente e per il 59% degli operatori B2B lo strumento migliore per generare ricavi. Prova a usare di più l’e-mail e resterai sorpreso dei risultati: sapevi, ad esempio, che il più alto riscontro di click-through si ha dalle mail inviate nel weekend?

9. Il tuo mobile non si muove abbastanza

Metà del traffico web oggi è su mobile, la spesa relativa crescerà del 300% nel 2016. Dai device passa il 25% dell’e-commerce, 80% di chi usa l’email la legge su mobile, e per la maggioranza degli utenti i siti ottimizzati per mobile sono più usabili. Eppure, solo il 55% delle aziende considera il mobile un canale marketing. E tu? Abbandona l’im-mobilismo!

10. Devi metterci più test

Bello non necesariamente significa efficace, ed è per ciò che mettere alla prova i divesi elementi del proprio sito è fondamentale: colori, content, titoli, layout, ecc. Il 61% delle aziende fa meno di 5 test al mese, mentre chi testa più frequentemente vende il doppio.

Creating buyer personas digital marketing 11. Non parli abbastanza con i tuoi amici

Creare buyer personas aiuta a definire il target: cosa lo preoccupa, lo emoziona, come passa il tempo che trascorre online. Il 44% delle aziende ha un panel BP ma l’85% non le usa nelle strategie marketing. Dà loro un nome e un volto (virtuali), impara a pensare come loro: riuscirai a parlargli in modo mirato e creare offerte in cui si riconoscano.

11 bis. … oppure non sei abbastanza accogliente

Trovata la nostra buyer person, come l’attiriamo sul nostro sito? Creando un’offerta ad hoc, che troverà seguendo contact form o altre call-to-action. Le landing page generano lead: fino a 7 volte di più per chi ne ha almeno 30, strutturate su misura per i suoi diversi target.

KPIs to track digital marketing success 12. Credi che KPI sia un’azienda concorrente

Quanto ti costa acquisire un cliente? È solo uno degli indicatori di key performance (=KPI), azioni che aiutano a tarare una strategia. Diversa l’azienda – o l’obiettivo – diversi i KPI. Sebbene il 71% delle aziende li tenga in considerazione nei processi decisionali, solo il 48% dà prova di usarli veramente, e appena il 31% li monitora costantemente.

Come è andata?

Se anche ti fossi reso conto che commetti ognuno di questi errori, non preoccuparti: è comune, e risolvibile. Tenere in ordine il proprio marketing è solo questione di applicazione, e il maggior investimento richiesto è in… tempo. Se poi ti servisse una mano in più puoi sempre chiederci una sessione strategica di prova. Buon marketing, intanto!

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